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Tutti al mare!!MONEGLIA(da consumarsi preferibilmente dopo qualche foto dell'evento). Avete presente la pubblicitàdella Tim, con quei ragazzi sul Samba che vanno in giro a spacciarsi un gruppo musicale?! Ecco toglietevelo dalla testa, perchè il pulmino è sostituito da una 206 grigio topo, e i 4 sfigatelli da 5 amici alla ricerca di un po' di vacanza! Si parte non sotto il miglior auspicio, diluvio universale sulla città di Omegna che ci ha obbligati a riviare la partenza di qualche ora, anche se il pilota ha recuperato in volo il tempo perso. Il chekin per ogni passeggero è stato rapido e in corsa, con i bagagli impilati nel bagaglio della piccola autovettura. L'arrivo è avvenuto per le ore 13.30 presso l'albergo Resort Hilton di Moneglia, meglio conosciuta casa del Paul! E qui è iniziata la miniVacanza... Cosa si può dire: il mare era salato, il sole caldo e la sabbia granulosa... può bastare? direi di no... Bisogna subito arrivare ai dettagli più scottanti o se no il lettore mi si annoia a morte. Moneglia è un bellissimo paesotto sul mar Ligure in cui l'età media è di 25 anni, mediata tra i partecipanti del corso di unicinetto (70-80 anni) e i bambini che ballavano la tectonic in strada. Meno male che c'era Susy che ha potuto fare a tutti un po... un po... un poco di compagnia a noi maschi. Diciamo che abbiamo fatto ridere un po' di persone: dalla signora alla cassa del supermercato, perchè non sapevamo che tipo di "palloncini" desiderasse Susanna, il signore del mare che ascoltava molto divertito le prestazioni notevoli della nostra amica e infine i vicini che dopo 2 giorni hanno deciso di tornare nella calda metropoli e appendere un cartello VENDESI all'ingresso della casa! Povera Susy.. ha dovuto subire questo e ben altro.. ma come si è più volte detto, alla fine se c'era l'Annea al suo posto, si sarebbe parlato solo di seghe e fare legna.. per non parlare del famoro Ullo! La giornata tipo si svolgeva un po' in questo modo: Paolo andava a prendere le Brioches al bar (rigorosamente sbagliate a secondo dei gusti di ognuno) più il pranzo che consisteva in classica focaccia ligure, che metà finiva a colazione (tranne quella delle cipolle, per motivi da voi molto deducibili). La colazione si svolgeva sul tavolo affacciato sul mare e alla meravigliosa chiesa con il campanile illuminato a Natale che intonava ogni 7 minuti un medling di canzoni (siamo arrivati all'inno alla gioia, mancava solo "O sole mio" e avevamo tutte le canzoni). E poi lo svacco totale.. Io mi ritiravo nelle camere a ripetere il mio rosario quotidiano: "L'attività rappresenta il numero di disintegrazioni spontanee...", mentre il rimanente si eclissava davanti alla televisione e ai mondiali di nuoto! La situazione si sbloccava nel momento in cui arrivava qualcuno e con il muovere le spalle su e giù diceva "Cosa Facciamo!??" (guardati il libro della giugla se non comprendi). Questa cosa includeva 5 minuti di scenetta quotidiana che terminava con: "alziamo il culo e andiamo al mare!!!". E così tutti al mare! "Nicholas dove andiamo qui o nell'altra spiaggia??", "Per me è uguale!". AAAAAAHHHHHH e ogni volta la stessa storia!! E' questo è il nostro rastone/ananas che di nome fa Nicholas e che per tutto il viaggio dell'andata leggeva le targhe delle automobili che passavamo o che passavano (ringraziate che non potete ne sentire suoni e odori in questa storia se no erano guai per tutti!!). Tornando alla giornata tipo, arrostivamo in spiaggia fino al tramonto, cercando di finire almeno un cruciverba senza barare e cercando di ricordaci come si chiamava il capo della Libia. La movida serale di Moneglia proponeva: torneo di briscola avanzata, dj Ballo Liscio e Boccie (non quelle con l'ombelico in mezzo). E 4 giorni sono volati, un po' come tutte le scoreggie che hanno innalzato il tasso di inquinamento della Liguria. Non ho citato Elia, l'uomo-marmo (ragazze provate a capire a cosa è riferito marmo!) che zitto zitto riscuoteva fans sulla spiaggia, facendosi scattare centinai di foto in tutte le angolazioni. Ebbè come ogni volta che scrivo il tempo non mi da una mano e son già in ritardo per stasera, quindi termino qui il mio racconto, lasciandovi un po' il sapore di vacanza in bocca (quella del sale marino che si mischia alla sabbia mangiata a tonnellate) e ricordando che non esiste posto che sia noioso con le persone giuste. Welcome estate! Ed ora wating Corsica! Saluti Salati (come Chiara scrive sempre sulle cartoline) ti sei lavato le mani!?Lo sapete quanto mi piace mettermi davanti alla tastiera e digitare tanti tasti per poi ottenere questi piccoli interventi che sono un mio piccolo modo per tirare su la vavola della pentola a pressione (Lagostina ovviamente, made in Omegna). Anche se non lascio mai troppo uscire vapore, perchè poi vorrebbe dire dover aprire la pentola per veder cosa c'è dentro (sapete quando la valvola di sicurezza si abbassa per darvi l'OK dell'apertura, solo chi cucina un minimo ha ben presente questa immagine). Ed ecco che digito... un po' a ruota a libera, perchè non so quello che voglio scrivere e neanche quanto in la mi voglio spingere. Sto per concludere un altra parte della mia vita: università. Ultimi esami (3) tesi in stesura (44 pagine) e un nuovo capitolo della mia vita sta per chiudersi. E quello che si apre è tutto da scrivere e non sono molto in vena, anzi non sono per niente pronto, insicuro di deludere e di deludermi. Il blocco dello scrittore della propria vita. E tutto questo perchè i protagonisti e personaggi son sempre meno o ho paura che non raggiungano la fine della storia. Ecco mi sto spingendo più in la del previsto. Vabè il protagonista sono io.. ma un solo personaggio annoia tutti e pure io mi annoierei. E forse sta tutto qui il segreto, la chiave di lettura di tutto. Il problema è che non essendo ancora scritto nulla, la mia testa va per conto suo e si immagina quello che potrebbe essere la fine del libro, basandomi solo su quello che è successo fino adesso. E io mi immagino una fine alla Stephen King. La soluzione a questo c'è.. bisogna vedere cosa bolle in pentola. Vi ricordate all'inizio quella pentola a pressione sul fuoco che stava sfiatando? Bisogna aprirla.. perchè prima o poi l'acqua dentro si sarà trasformata in vapore acqueo, grazie a qualche rezione fisica/chimica e me sconosciuta, e poi BOOOM, il botto. E prima si apre prima c'è tempo per riparare al danno, e mal che vada si chiama Pizza Si e ci si salva in corner. Qualcuno mi ha seguito tra libri e lezioni culinarie?? Io la apro ma vi avviso che ho bisogno di qualcuno vicino. Perchè il segreto sta proprio qui, nel non cucinare da soli, nel avere sempre qualcuno di fianco. Ascoltate. Direi che ho digitato abbastanza per adesso e spero che tra i 516 amici di FB, ci sia qualcuno che abbia capito. Dalle mie vecchie note (tutte presenti) traggo questa frase, ovviamente non mia, ma... " [...]Mi sono trovato presto a essere adulto. Sono stato costretto a essere quello di cui c'era bisogno e non quello che sarei dovuto diventare. Ho sempre avuto un fortissimo senso di responsibiltà, ho sempre capito che dovevo chiedere poco per disturbare e che dovevo imparare ad arrangiarmi[...]. " Il giorno in più - Fabio Volo |
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