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RimpatriataChe Grande serata che è stata ieri sera! Una rimpatriata uscita a mio avviso benissimo... Annata 88-85, c'eravamo quasi tutti, i migliori! Purtroppo non mi ricordo granchè del finale!!! Ringrazio Cristian che mi ha portato a casa con la mia macchina! Ringrazio chi mi ha trovato gli occhiale perchè se non sbaglio li avevo persi mentre "ballavo"... Ringrazio chi mi ha pagato più volte da bere anche se non so chi e non so cosa... Ringrazio Flavio che mi ha offerto una birra, cioè gliel'ho rubata di mano... Ringrazio Tutti i partecipanti della serata! E' stata una grande grandissima Rimpatriata, che bisognerà rifare assolutamente!!! Il risveglio è stato tragico ma ne è valso la pena... Io ho seguito il motto della serata!! Si susseguono giorni fantastici in questo periodo.... Sono proprio felice! Ma oggi devo ritornare con il testone sui libri perchè mi manca Immunologia e Microbiologia... tranquilli l'esame è solo lunedì!!!!!! GRAZIE A TUTTI ps. mi raccomando votate giusto!! Un Bicchiere di vinoUna giornata a dir poco frizzante! No forse meglio dire tannica, oh forse allappante! Atteso come non mai, sabato 19 maggio è subito arrivato e la sveglia alle ore 7 am suonava imperterrita! Stanchezza generale a casa Lamorte: il grande dalle sbronze di Porto, il piccolo dalla vita stressante dell'universitario! Ma nulla di tutto ciò ci ha fermati alla volta del Monferrato! Ritrovo al Penny Market per organizzarci e partire.Ecco l'assetto dell'Audi A3: guida Vale, Luk Navigatore, Simo e Laura dietro a mangiare Tegole della Valle d'Aosta. Partenza con un po' di Muse (per chi è ignorante come me è un gruppo musicale molto bravo...). Al paese Castagnole Monferrato si arriva in poche ore e ci si prepara a visitare la prima cantina: “Francesco Borgognone”. E alle 11 am si inizia già a degustare buon vino in particolare il Ruchè “Vigna
del Parroco”. Un po' di info sul vino... {Poco conosciuto e
considerato una delle "piccole DOC" piemontesi, il Ruchè
di Castagnole Monferrato si produce con le uve del vitigno omonimo. Questa particolare
coltivazione ha origini incerte così come il suo nome. Di sicuro si
sa che a Castagnole Monferrato questo grappolo nero ed allungato è
presente da tempi remoti e c'è stato chi lo ha usato solo come uva
da tavola e chi invece l'ha voluto impiegare, in assemblaggio con altre,
come uva da vino. Poi, un giorno, qualcuno ha cominciato a vinificare
separatamente quest'uva e così poco alla volta il vino Ruchè di Castagnole
Monferrato ha definito meglio i suoi caratteri tipici. La denominazione
di origine arriva solo nel 1987.
Non essendoci attestazioni bibliografiche ed essendo molto vaghe le testimonianze verbali sull'origine del vitigno, questo vino si è dotato di un alone di mistero che lo rende molto affascinante. Per quanto riguarda l'origine del nome, sono state fatte due ipotesi: si pensa che derivi da San Rocco poiché sarebbe stata una comunità di monaci devoti a questo santo che avrebbero introdotto la sua coltivazione in zona; c'è invece chi attribuisce il suo nome alla predilezione del vitigno per i terreni delle rocche più alte.} Abbiamo assaggiato tutte le annate del vino per poter assaporare al meglio tutti i cambiamenti subiti negli ultimi anni... 2004, 2005, 2006 e 2007 (molto dolce...)! Inoltre abbiamo bevuto la Barbera sempre prodotta dalla stessa famiglia... Ottimi vini che andavano giù che era un piacere...in più con gli stuzzichini preparati dalla dolce signora, padrona della vigna, era ancora meglio! Sembrava di stare in famiglia... Dopo esserci congedati pronti per avventurarci verso il pranzo piemontese, non potevamno non fare una piccola foto di gruppo.... Davanti alla chiesa! CHEASSSSS(CLICK) Quanto siamo belli in foto! Ebbè dopo il piccolo (alla faccia del piccolo) aperitivo tutti in macchina alla volta di Nizza Monferrato dove il pasto ci attende... Grazie all'alcool che circola nel flusso sanguigno e che arriva al cervello, il viaggio si movimenta un po' e la musica passa dai Muse a udite udite: CD MARANZA!!! E qui è uno spettacolo vedere Luk e Vale a ballare a tutto volume! Dopo un pasto deludente costatoci 30 Euri, un po' appesantiti e accalotorati dal livello di Alcool sempre più elevato e dal caldo collinare, viene a toccare a tutti e 4 il pensiero di abbandonare la visita per tornare al caro laghetto! Ma il Signor Piacenza, decrittoci dal grande Richi come: colui con i badili al posto delle mani, si sarebbe offeso della nostra mancanza e con un po' di titubanza viaggiamo per le colline sempre sulla nostra A3 verso le cantine del Signor Piacenza! Ci aspettano vini a parer mio molto buoni... vini dolci come il Moscato e il Bracchetto e non solo... Assaggiato un po' tutti i vini e ci mettiamo al sole scottante a parlare del più e del meno finchè ci accorgiamo che l'orologio segnava già le 530 pm! Ora del rientro... Saluti e abbracci a tutti i partecipanti della scampagnata e dopo il ringraziamento dovuto a Riccardo per averci spiegato nei minimi dettagli tutti i vini, partiamo sulle note dei Red Hot verso casa base, dopo una stupenda giornata passata tra le vigne del caro Monferrato! Prossima Avventura prevista a fine giugno: GHEMMATA! dIOPrima di presentare un articolo de "La Stampa" del 9 maggio 2007 voglio chiarire bene le idee su chi sono i personaggi del dibattito. A ognuno lascio impressioni e pensieri su questo argomento.
Christopher Hitchens è un giornalista, scrittore, critico letterario e commentatore politico britannico.
In un intervista disse:
«Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma al pensiero religioso in sé e per sé» Il reverendo Alfred Charles "Al" Sharpton Jr. è un religioso, un attivista ed un uomo politico statunitense.Occasionalmente, lavora anche come attore avendo al suo attivo numerosi cammei in spettacoli televisivi e film. <L’aula della Biblioteca pubblica sulla Quinta strada è piena in ogni ordine di posti quando i duellanti, Christopher Hitchens e Al Sharpton, salgono sul palco. La platea si divide con opposte ovazioni e il moderatore presenta i contendenti, ognuno nel suo angolo come fossero sul ring. Hitchens: «Scoprii di non credere in Dio a scuola, quando la maestra mi disse che era stato Dio a fare le foglie verdi. Pensai che era una stupidaggine. La religione viene dall’infanzia della nostra specie, quando non sapevamo dell’esistenza dei microrganismi o come si generavano tuoni e terromoti. Le malattie erano considerate maledizioni. Eravamo primitivi, aggrappati ai miti che ritroviamo nella Bibbia. Credere è bello ma si cade in errore. Se la Bibbia avesse ragione, dovremmo pensare che è giusto uccidere chi non la pensa come noi, sterminare le altre tribù, rendere schiavi i prigionieri, impossessarsi di proprietà altrui e torturare i bambini disobbedienti. Sono stato nella Corea del Nord e neanche lì c’è una simile “civiltà”. C’è una tradizione superiore a tutto questo: Galileo, Spinoza, Paine, Voltaire, Jefferson, Russell, Einstein. Se ho scritto un libro ateista è perché sono offeso dal fatto che un vignettista, nella democratica Scandinavia, non possa lavorare senza ricevere minacce di morte mentre nessun magazine americano osa pubblicarne i disegni. Mi sento offeso dal fatto che c’è chi vuole insegnare spazzatura ai bambini chiamandola “Disegno intelligente" per cancellare Darwin e mi offende il Papa quando parla contro i preservativi. Quanti altri devono morire prima che cambi idea?» Sharpton: «Questa è la prima volta nella mia vita nella quale non mi sento nei panni del diavolo. Rappresento Dio e il divino di fronte a Hitchens, che dice cose interessanti ma senza Dio. Attaccare l’uso di Dio non significa negarne l’esistenza. Il fatto che in quest’aula ci sia luce grazie all’elettricità non ha nulla a che vedere con il fatto che un corto circuito possa dare fuoco all’edifico: il punto è come si usa la corrente, così come la questione è come si usa Dio. Si può pensare ciò che si vuole di Dio ma la sua esistenza non è smentita da quanto detto da Hitchens. La scienza non nega Dio perché non spiega come è iniziata l’umanità. Se non c’è Dio dietro di noi chi ha creato il giusto e l’ingiusto? Ciò che mi interessa è discutere l’idea di Dio e come la creazione ha dato vita all’ordine nel quale viviamo. Altra cosa è discutere come l’uomo distorce Dio, in Corea del Nord o altrove. Il movimento per i diritti umani in America fu sostenuto dal credere in Dio. Se non avessimo saputo distinguere fra il giusto e l’ingiusto, come avremmo potuto sapere che la schiavitù era sbagliata, che tutti gli uomini devono essere trattati allo stesso modo? Mi sorprende piuttosto che tu non creda in Dio mentre continui a ritenere che vi fossero armi di distruzione di massa nell’Iraq di Saddam...» Hitchens: «Saddam le aveva, le usò in diverse occasioni e le nascose spesso. Era pronto a rischiare l’intera carriera per riottenerle. Il fatto che avesse le armi non è una convinzione, ma una realtà provata. Tu dovresti essere piuttosto convinto del fatto che leader socialisti e comunisti, a partire da Marx, erano contro la schiavitù mentre la Chiesa all’inizio la giustificò, visto che esisteva nella Bibbia. Non credo che Dio venga usato male dagli uomini, ritengo che l’idea di un creatore universale sia terribile e arrogante. Non può essere dimostrato che esiste qualcuno che ci dice ogni giorno cosa leggere e fare». Sharpton: «Ti soffermi sulla declinazione umana di Dio, non sulla sua esistenza. La questione di fondo non ha nulla a che vedere con le prove scientifiche. La Chiesa battista che sfidò la segregazione conosceva certo Marx, ma credeva soprattutto in Dio. Non tentiamo di reinventare Martin Luther King. Confondi la fede in Dio con le chiese: c’è chi sta a casa propria e crede in Dio. Le tue critiche si dirigono verso la religione organizzata e coloro che affermano di rappresentare Dio». Hitchens: «Non metto in dubbio la fede cristiana di Martin Luther King ma ciò non prova Dio, conferma solo che era un reverendo. Il Vecchio Testamento non è usato male, insegna cose sbagliate come il sacrificio del figlio da parte del padre o la legittimazione della colonizzazione israeliana della Cisgiordania in nome di una profezia teocratica. Così come il Hadith, non il Corano, prevede l’eliminazione di apostati come Salman Rushdie». Sharpton: «Ti ripeti. La religione e Dio non sono la stessa cosa. Puoi rigettare la Bibbia ma Dio resta. Ciò che obietto al tuo libro è mischiare la politica del Medioriente con Dio, per attaccarlo. Non riesci a parlare di Dio».> LA STAMPA - 9 MAGGIO 2007 -MAURIZIO MOLINARI |
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